Miracolo del Balance all’ufficio postale

Miracolo del Balance all’ufficio postale

È una mattina grigia ed entro con mia figlia nel piccolo ufficio postale del paese in cui abitiamo; agli sportelli c’è un solo impiegato. È praticamente vuoto, l’unica persona che c’è, ha appena finito quello che doveva fare e sta uscendo. Ottimo!! L’impiegato finisce alcune pratiche e tocca subito a noi.

Poco dopo entra un uomo che si ferma accanto alla porta ad aspettare; il silenzio è rotto solo dal rumore delle dita sulla tastiera. Ad un tratto l’impiegato si interrompe, il volto si scurisce, mormora qualcosa poi riprende a battere sulla tastiera, ma si ferma nuovamente. Intuisco che qualcosa non va.

In quel momento entra una donna, sui 70-75 anni, alta non più di 1 metro e 65, arzilla, pimpante, truccata, coi capelli biondi ben acconciati, la giacca rosa acceso, pantaloni neri e scarpe comode; ha tutto l’aspetto di chi ha un sacco di cose da fare. Si rivolge all’impiegato e gli dice: “Franco (il nome è stato cambiato), sei da solo anche oggi??”. Poi guarda noi, guarda l’uomo in attesa e comincia borbottando a girare per l’ufficio e leggendo ad alta voce tutto ciò che trova scritto. Esce dalla porta e legge anche i cartelli esposti in vetrina. Adesso siamo tutti informati sulle novità, sui servizi postali, sugli orari dell’ufficio e su come dovremmo gestire il cane se lo portassimo con noi in Posta.

L’impiegato nel frattempo cerca inutilmente di contattare qualcuno che lo aiuti a risolvere il problema della mia operazione. Mi appoggio al bancone per leggere alcuni messaggi sul cellulare e, senza pensarci appoggio la mano sulla fronte, al ché, questa incredibile donna mi si avvicina chiedendomi se è tanto che aspetto…..beh in effetti saranno passati almeno 45 minuti!

Insomma, va avanti e indietro come un’anima in pena; ci racconta che deve ancora andare dal meccanico e ha paura che chiuda. Non sta ferma un momento, va da una parte, poi dall’altra, avanti, indietro….è proprio un’anima in pena!

Va dall’uomo in attesa, lo guarda e gli dice: “Ma lei non ha fretta?” Lui annuisce sconsolato e lei sbotta: “Ma come fa ad essere così calmo, se ha fretta??” Lui sorride e le fa notare che anche agitandosi non cambierebbe nulla.

Entra una donna, lei la guarda diritta e indicandole le sedie la invita a “mettersi pure comoda, perché la cosa si fa lunga”. All’inizio non possiamo fare a meno di sorridere e poi cominciamo proprio a ridere perché è veramente uno spettacolo! Tutto sommato i suoi commenti sono spassosi e la condivisione dei suoi affari personali è fenomenale!

Davvero non trova pace, continua a rivolgersi a me e, cercando di non farsi notare dall’impiegato (il quale sta tamburellando nervosamente la scrivania) mi dice che sembra proprio che lui non stia lavorando, che “sente il telefono che squilla a vuoto” e ha l’impressione che stia perdendo tempo.

A questo punto decido di usare il mio asso nella manica, tiro fuori il Balance e ne verso alcune gocce nelle mani che poi passo nei capelli perché mi aiuti a mantenere la calma. Obiettivo raggiunto! Sento che questa meravigliosa miscela di oli essenziali sta producendo un effetto calmante. Vengo pervasa da una piacevole sensazione di benessere.

Decido di fermare l’agitata signora e le offro una goccia di olio dicendole che è di grande aiuto in momenti di stress. Mi guarda perplessa, ma accetta volentieri e dopo avergliene messo una goccia nel palmo delle mani, le suggerisco di sfregarle e annusare bene. Imprevedibilmente si ferma e lo fa. Nell’aria si diffonde il gradito e familiare aroma. Tenta di ricominciare i suoi discorsi, poi si ferma e succede qualcosa. Si calma, il suo viso si distende, mi guarda e dice che Franco, tutto sommato, ci impiega tanto perché è un uomo puntiglioso che vuole fare le cose bene e non lascia i lavori a metà… :O Incredibile… cosa è successo?? Che meraviglioso e istantaneo cambiamento!! Adoro il Balance!!

Nel giro di pochi minuti l’impiegato trova il problema e tutto si risolve. 😀

 

Più tardi a tavola raccontiamo la nostra avventura a tutta la famiglia e io non posso trattenermi dal suggerire ai miei figli di tenerne una boccetta in tasca per quando, ad esempio a scuola, la situazione si fa tesa! 😀 😀 😀

Alla prossima!

Claudia

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